di Claudio Bologna*
Introduzione
Questa tesina è una panoramica sulla storia e le caratteristiche strutturali del social emergente Bluesky. Il lavoro è diviso in quattro capitoli:
nel primo si parlerà delle origini della piattaforma e del contesto storico in cui è stata sviluppata. Nel secondo verranno trattate gli aspetti generali del social e gli eventuali sviluppi futuri. Nel terzo e penultimo l’autore fornirà le proprie considerazioni sul fenomeno delle echo chamber presenti nel social, oltre ai vari aspetti positivi e negativi. Nelle conclusioni verranno forniti i motivi per i quali lo studio di questa nuova realtà social potrebbe rappresentare un’opportunità in termini di ricerca.
Nascita di Bluesky
Twitter è cambiato profondamente tre anni fa. Acquisito dall’imprenditore miliardario Elon Musk il 27 ottobre 2022, il quale lo ha rinominato X, il social ha attraversato una serie di cambiamenti non solo dal punto di vista strutturale, ma anche e soprattutto politico.
Secondo l’opinione pubblica e diverse testate giornalistiche come The Guardian, X è diventato una piattaforma che promuove attivamente contenuti e opinioni di estrema destra, senza alcuna moderazione. Come affermò nel comunicato stampa al momento dell’acquisizione, l’intento di Musk era quello di favorire la libertà di parola, la base di una democrazia funzionante. Tuttavia è chiaro che intendesse tale libertà come assoluta in senso libertario e orientata a prediligere discorsi conservatori su quelli progressisti. Ben prima che diventasse una figura di rilievo nell’amministrazione di Donald Trump in quanto capo del DOGE e del saluto romano durante l’inaugurazione del presidente il 20 gennaio 2025, ciò era evidente dalle sue posizioni ideologiche in diversi ambiti. Dal suo sostegno a diversi partiti di estrema destra come l’Afd in Germania e i suoi rapporti amichevoli con la premier Giorgia Meloni; il fatto di avere diffuso più volte teorie del complotto e fake news come quella che affermava che gli immigrati di Haiti mangiassero cani e gatti in una cittadina dell’Ohio; e le sue posizioni ostili nei confronti della comunità LGBTQIA+, in particolare delle persone transgender, attaccando legislazioni e cause a loro favore. A tal proposito, Musk aveva disconosciuto la propria figlia Vivian Jenna Wilson per il fatto di essere trans, sostenendo argomentazioni anti-woke e transfobiche in un’intervista con lo psicologo e saggista conservatore Jordan Peterson.
Per diverse di queste ragioni, molti utenti di X avevano già deciso di abbandonare la piattaforma, ma l’acquisizione non fu l’unico motivo. Durante la campagna elettorale, Musk promosse attivamente Donald Trump mediante il profilo X del comitato di azione politica America PAC, da lui stesso creato per raccogliere fondi a favore del candidato repubblicano con metodi ai limiti della legalità. Questo fatto e la vittoria di Trump spinsero circa 2,7 milioni di utenti ad abbandonare X. Come riportato nell’articolo del The Guardian «From X to Bluesky: why are people fleeing Elon Musk’s “digital towns quare”», secondo la compagnia SimilarWeb, dai primi di ottobre del 2024, il numero di utenti statunitensi attivi sulla piattaforma calò dell’8,4%, da 32,3 milioni a 29,6 milioni. Una buona parte di loro, tra celebrità e soprattutto politici, influencer e attivisti di sinistra, sarebbe confluita in un nuovo social: Bluesky.
Bluesky nacque nel 2019 come progetto interno a Twitter, finanziato almeno agli inizi dal co-fondatore ed ex CEO Jack Dorsey, basato in parte sui principi del movimento Web3. L’obiettivo era quello di creare un’infrastruttura per i social network decentralizzata basata sulla filosofia open source, con la possibilità per gli utenti di mantenere un maggiore controllo sui propri dati personali e sui contenuti proposti, oltre a fare co-hosting, scegliere i provider e navigare su più app con un solo profilo. Secondo l’intento originario, Twitter e altri social media sarebbero diventati client di Bluesky. Venne creato anche per risolvere diversi problemi di Twitter legati alla moderazione senza necessariamente l’intervento dell’azienda, per contrastare hate speech e fake news.
Tra il 2021 e il 2022, Bluesky divenne un progetto indipendente guidato dalla sviluppatrice Lantian “Jay” Graber, la quale aveva lavorato nell’ambiente delle tecnologie per le criptovalute. Secondo un articolo di Forbes del 25 aprile 2023 riguardante il lancio del social, sarebbe stata ella stessa a richiedere l’indipendenza del progetto al momento in cui le venne proposto di diventarne amministratrice delegata.
Il 7 febbraio 2022 venne formata una PBLLC (public benefit limited liability company) legata alla piattaforma. Da quel momento e dall’acquisizione a ottobre, quando Musk interruppe i finanziamenti al progetto e tra i seimila dipendenti della compagnia che licenziò incluse il team che avrebbe dovuto aprire la piattaforma a sviluppatori esterni, Bluesky si sarebbe distaccato sempre di più da Twitter, fino a diventarne un competitor. Oltretutto, Jack Dorsey avrebbe lasciato il suo ruolo di membro del consiglio nel 2024 per concentrarsi sul suo protocollo di messaggistica Nostr.
A partire dall’acquisizione da parte di Musk, diversi utenti delusi dal generale peggioramento di Twitter, anche da un punto di vista tecnico e dall’introduzione delle iscrizioni a pagamento, decisero già nel 2023 di spostarsi sul nuovo social, ancora in fase beta e accessibile solo attraverso invito. L’iscrizione di figure di spicco come il content creator @drill e la politica Alexandra Ocasio-Cortez rappresentò un punto di svolta.
Secondo il contatore della pagina Bluesky User Count, creato con l’API dell’utente jaz.bsky.social, attualmente il social conta più di 36 milioni di utenti. È diventato per molte figure pubbliche un’alternativa valida a X, oltre a essere percepito come uno spazio più accogliente per chi non si identifica nelle ideologie e nella retorica di destra.
Alla luce di questi fatti, può essere utile fare un’analisi del funzionamento di Bluesky in quanto social emergente e capire cosa comporta la sua esistenza nell’ecosistema internettiano odierno. Un ecosistema che è specchio ed estensione di una realtà sociopolitica internazionale attualmente dominata da regimi autoritari, o comunque governi marcatamente di destra, e monopolizzata dalle grandi corporazioni big tech.
Caratteristiche del social e sviluppi futuri
L’idea di Bluesky come realtà open source non era nuova. Già all’epoca della sua creazione esisteva Mastodon, creato nel 2016, e l’inventore del World Wide Web Tim Berners-Lee aveva già avviato da tempo il progetto Solid (Social Linked Data), un protocollo per la gestione e la conservazione dei dati personali interamente in mano agli utenti. Entrambi i software si basano sui principi di decentralizzazione, autonomia nella gestione dei dati personali e rifiuto delle logiche degli algoritmi. Tuttavia Bluesky sembra avere riscontrato il maggior successo, sia per il numero di utenti, sia per il fatto di essere considerato l’alternativa a X.
Si tratta di una piattaforma di microblogging basata sull’AT protocol, acronimo che sta per “Authenticated Transfer Protocol”, creato per permettere la creazione di social network aperti e decentralizzati, come riportato nella homepage del sito dedicato. Secondo la pagina faq di Bluesky, il protocollo garantisce il controllo completo dei propri dati personali, con la possibilità di traferirli liberamente da una piattaforma all’altra senza perdere nulla, a differenza di quanto accadrebbe in una centralizzata, e persino tra un server e l’altro all’interno dello stesso Bluesky. A tal proposito, sempre nella pagina faq viene specificato come la piattaforma non faccia affidamento sui server tanto quanto Mastodon. Su quest’ultimo, i server che gli utenti scelgono determinano i contenuti che vedono, le community a cui possono unirsi e le regole che devono seguire. Su Bluesky è possibile interagire con tutti i contenuti pubblicati, e quelli suggeriti dipendono dai profili e dai feed seguiti. Inoltre, chiunque può creare un proprio feed e la moderazione può essere liberamente gestita dal singolo utente, senza dipendere dai server. Altra funzionalità non presente su Mastodon che rende l’esperienza molto personalizzabile è la possibilità di creare gli starter pack, liste di utenti da seguire legati a determinati argomenti o community.
Nonostante le differenze, queste due piattaforme sono molto simili tra loro sia in termini di filosofia di sviluppo che nei loro obiettivi. Entrambi i loro codici sorgenti sono disponibili su Github e nel 2024 è stato creato Bridgy Fed, un servizio open source che permette di collegare Bluesky al fediverse, la rete di social network collegati tra loro di cui Mastodon fa parte. In futuro sarà possibile collegare anche Nostr, il protocollo di Dorsey.
Si può affermare perciò che si è venuto a creare un nuovo ecosistema opposto a quelli di Alpha o Meta, per quanto si tratti ancora di realtà minori e poco conosciute dall’utenza generalista, specialmente al di fuori degli Stati Uniti. E riguardo la contrapposizione ai grandi social, recentemente è stata creata l’app Skylight, una vera e propria versione Bluesky di TikTok, anch’essa realizzata con AT protocol e utilizzabile con lo stesso account, nonché Flashes, l’alternativa a Instagram.
C’è da chiedersi quanto tutte queste realtà abbiano la possibilità effettiva di consolidarsi ai livelli dei colossi appena menzionati. Per quanto abbia subito un calo significativo, secondo Statista X ospita attualmente 586 milioni di utenti attivi ed è ancora utilizzato da molti influencer che hanno un account Bluesky, come mostra una ricerca del Pew Research Center: “Bluesky has caught on with many news influencers, but X remains popular”. C’è anche il problema che molte delle app alternative sono fin troppo basate sulle controparti più famose come Instagram e TikTok, rendendo il confronto inevitabile.
L’ad Jay Graber è ottimista sul futuro della piattaforma, affermando nell’intervista a Wired che Bluesky rappresenterà l’ultima identità social da costruire, nonché il primo passo per la creazione di un web diverso.
Considerazioni sulle echo chamber di Bluesky
Come è evidente dai fatti riportati e dalla ricerca «Bluesky: Network topology, polarization and algorithmic curation», l’utenza di Bluesky è prevalentemente di centrosinistra. In primo luogo perché la maggior parte degli utenti si è disiscritta da X per le politiche di Musk. Secondo, si tratta di un social nuovo e con pochi utenti, perciò non può essere molto diversificato in termini di opinioni politiche.
Un tale ambiente social presenta diversi aspetti positivi. L’alta personalizzazione dei feed e della moderazione hanno portato alla creazione di spazi sicuri per diverse comunità marginalizzate come quella LGBTQIA+. Su Bluesky circolano pochissime fake news, e profili di estrema destra come quello del vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance vengono bloccati e attivamente scoraggiati dagli utenti dall’interagire.
Degno di nota il fatto che la piattaforma non è stata sviluppata per accogliere un’utenza specificatamente schierata a sinistra. Nell’intervista a Wired, Jay Graber affermò che Bluesky fosse aperto a tutti, quindi anche una figura come Donald Trump avrebbe la possibilità di iscriversi.
Gli eventuali aspetti negativi sono gli stessi che caratterizzano tutte le esperienze social: la polarizzazione e la formazione di echo chamber. Sempre secondo la ricerca riportata a inizio capitolo, nonostante l’omogeneità in termini di orientamento politico, gli utenti si sono dimostrati essere in disaccordo su questioni specifiche, come il conflitto israelo-palestinese. In tal caso si è visto che si sono formati due gruppi polarizzati, uno pro Palestina e l’altro pro Israele. Tralasciando l’erroneità della posizione a favore di Israele, stato accusato da svariate organizzazioni di stare portando avanti un genocidio, questi fatti dimostrano che Bluesky non è immune dal fenomeno delle echo chamber, favorito dalla quantità relativamente bassa di utenti.
È chiaro che la piattaforma debba permettere a chiunque di esprimere la propria opinione, a patto che abbia una base di verità e nel rispetto della dignità altrui. Considerando la proliferazione di fake news e della retorica di destra, in certi spazi sul web è necessario porre dei limiti anche stringenti verso certe idee, in quanto potrebbero alimentare pregiudizi e disinformazione fino a danneggiare intere comunità, com’è successo più volte ad esempio con il fenomeno “anti-woke”. Questo non significa che la moderazione debba essere il più rigida possibile. Community legate a hobby, o interessi non strettamente politici, dovrebbero essere il più aperte possibile, a patto sempre che i nuovi non siano soggetti problematici. Ma per quelle legate ad esempio a un contesto di marginalità, la questione è diversa. Ricercare persone simili e che condividano le stesse esperienze è fondamentale per una persona marginalizzata, sia da un punto di vista sociale, in quanto può contare su una rete di supporto, che psicologico, per evitare il minority stress e pregiudizi. Da una parte c’è il rischio di creare delle echo chamber, ma dall’altra uno ancora più grande: creare un secondo X nel quale chiunque può diffondere idee sbagliate e dannose.
È comunque necessario trovare un equilibrio tra libertà d’espressione e moderazione, per quanto la polarizzazione sia un fenomeno quasi inevitabile sul web.
Conclusioni
Per concludere, Bluesky è un social network interessante da analizzare per diversi motivi. È emerso in un periodo storico carico di avvenimenti importanti a livello internazionale: il post pandemia, il secondo mandato di Trump, l’ascesa al potere politico di Elon Musk, la guerra a Gaza, lo sviluppo delle IA generative e molti altri eventi. Si tratta di una piattaforma emergente, perciò sarà interessante seguire la sua evoluzione nel tempo e comprendere come andrà a impattare l’ecosistema dei social media, soprattutto per la sua natura open-source opposta alle logiche delle grandi corporazioni. Infine, si è imposto come alternativa a una realtà social consolidata, il che potrebbe rappresentare, per quanto sia presto arrivare a una tale conclusione, il sintomo di un parziale ritorno a un web più libero e meno monopolizzato dai privati.
* A.A. 2024/2025